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 Finalmente mi sono riconciliato. Lì, sul Lungarno Aldo Moro per me ci doveva stare il teatro Tenda, quello con le strisce blu e rosse, dove ho visto il mio primo concerto, e tanti altri. E poi per come era posizionato, era la prima cosa che vedevo quando venivo a Firenze in auto o l’ultima che vedevo quando dovevo imboccare l’autostrada prima di tornare a casa. L’abbattimento del Teatro Tenda mi aveva fatto male, e non mi aveva fatto stare meglio quello che era stato costruito per sostituirlo, che più di un teatro sembra la casa dell’omino della Michelin. Ieri però ci ho visto un bel concerto. Non un concerto di buona musica, con dei bravi musicisti, ecc. Un concerto di quelli che quando è finito sei contento, ma non contento perché è finito, ma perché le sensazioni durante il concerto sono state di quelle belle che uno riesce quasi a ricordare. Insomma, ieri mi sentivo in armonia con l’universo, uno di quei momenti in cui tutto sembra procedere per il verso giusto. In effetti anche a Torino ieri sera le cose sono andate nel modo giusto.
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