giovedì, dicembre 29, 2005


quando nevica si scatta


questa non è una bici qualuque






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, dicembre 06, 2005


Ha portato male:


o l'arcobaleno


o la coreografia


lotta al razzismo


sembra il pacman



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, giugno 05, 2005


report fotografico






Volevo anche rassicurarli, non sembravano minimamente disturbati dalla mia presenza.
Nè dalla lettura dell'articolo di Oriana Fallaci e dei relativi commenti.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, maggio 29, 2005


Scampato pericolo





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, maggio 01, 2005


1 MAGGIO




Più gustoso del concerto di Piazza San Giovanni e più vicino al mondo del lavoro di una passeggiata sulla spiaggia. La scelta vincente del primo maggio: il fagiolo zolfino.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, marzo 22, 2005


No more neve

E' che quella neve ormai era fuori stagione, e mi trasmetteva sensazioni di freddo.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, marzo 03, 2005


NEVE




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, febbraio 20, 2005





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, febbraio 13, 2005


Fiorentina - Parma









 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, febbraio 07, 2005


incontri





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, gennaio 23, 2005


Firenze


La cena di venerdì mi ha consentito dei conoscere bloggers fiorentini di persona, e di venire a conoscenza che ne esistono molti altri.
Non c?è nulla da sorprendersi, cosa mai era sorprendente il contrario. I fiorentini amano esprimersi è il blog è uno strumento eccellente. Ma anche quando non c?è il blog i fiorentini si esprimono lo stesso, scrivono sulla strade, sui muri, sui cartongesso dei lavori in corso e sui bandoni.
La foto esprime lo stato d?animo di una persona che presumibilmente non ha un blog, ma questo non riduce l?efficacia del messaggio, anzi, la contestualizzazione probabilmente lo rafforza.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, dicembre 19, 2004


Manubrio





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, novembre 14, 2004


The pigeons are...






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, ottobre 24, 2004


Yeah!!!






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, ottobre 17, 2004


Derby - Immagini






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, ottobre 10, 2004



Ho attraversato ponti, guadato torrenti, superato asperità.
Quando siamo giunti, è cominciato a piovere.

Tanto!




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, agosto 23, 2004


civetta in viale dei mille






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, luglio 26, 2004


Fuori dal coro





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, maggio 12, 2004




Nonostante lo stesso taglio di capelli e la stessa camicia, si dovrebbe capire bene chi è l'italiano dalla nascita e l'italiano in fieri.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, maggio 05, 2004


Gobbi

G. - te sei gobbo!
A. - assolutamente no!
G. - te sei gobbo!
A. - assolutamente no!

A. - hai visto, io con i gobbi non ho nulla a che fare, che quando mi vengono in mano li butto giù!



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, aprile 18, 2004



Quando le cose sono chieste con il cuore, non si può fare altro che adeguarsi.
E fermarsi.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, marzo 18, 2004






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, gennaio 22, 2004


Come Silvio
Anche Firenze si fa il lifting




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, gennaio 20, 2004


strada



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, gennaio 19, 2004


Per il girone di ritorno basterebbe una squadra degna di questa curva, anzi anche meno.





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, dicembre 30, 2003


una parte significativa del 2003 della mia macchina fotografica, che oltretutto, regina di quadri a parte, non turba neanche il garante della privacy

























 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, dicembre 23, 2003


Troppa grazia!
volevo solo far piovere

e invece ora, sta nevicando!



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

sabato, dicembre 20, 2003


Sembra Reykjavik, in realtà abbiamo solo degli ottimi rabdomanti.




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, dicembre 15, 2003


Eravamo bellissimi!




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 



Devo chiedere scusa a Mike e Silvia per aver ignorato i loro commenti del post precedente, non li avevo proprio visti. Non è colpa solo mia però, è che Enetation a volte, fa un po' come gli pare.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, novembre 30, 2003










 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, novembre 20, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, novembre 17, 2003


dopo la pioggia di carboidrati di venerdì, è stata la volta delle proteine di sabato.


Ora è il momento di calmarsi.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

sabato, novembre 15, 2003


Un grande grazie al muratorepizzaziolo, che ha alimentato un grande numero di persone.



E dopo non era nemmeno stanco.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 



Grazie a Bruno che ha dato la sua interpretazione del post postato (la cacofonia è voluta) qui sotto. Infatti anche se c'è scritto nessun commento, se cliccate potete leggere quanto ha scritto.

Se invece cliccate sulla foto potete leggere un post molto interessante.




 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, novembre 09, 2003


è chiaro il messaggio?





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

venerdì, novembre 07, 2003








 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

sabato, novembre 01, 2003





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 




In questi giorni a Milano doveva essere passato anche Christo, l'artista bulgaro che impacchetta i monumenti



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, ottobre 26, 2003





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, ottobre 09, 2003


bambini di Fez





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, settembre 14, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, settembre 10, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, agosto 31, 2003



L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
In spiaggia di ombrelloni
non ce ne sono più
è il solito rituale
ma ora manchi tu.
Languidi brividi
come il ghiaccio bruciano
quando sto con te.
Baciami
siamo due satelliti
in orbita sul mar.
È tempo che i gabbiani
arrivino in città
L'estate sta finendo
lo sai che non mi va.
Io sono ancora solo
non è una novità
Tu hai già chi ti consola
a me chi penserà.
Languidi brividi…
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Una fotografia
è tutto quel che ho
ma stanne pur sicura
io non ti scorderò.
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
anche se non mi va.
L'estate sta finendo
l'estate sta finendo
l'estate sta finendo oh oh oh oh
l'estate sta finendo . . . . . . .
Righeira - 1985



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, agosto 24, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, luglio 24, 2003


Nella strada che da Levane porta a Siena, più precisamente dopo Capannole e prima di Ambra, c’è il più bel campo di girasoli del mondo. Che se un campo così lo avessero in Francia, quei maghi del marketing che sono i francesi non solo lo inserirebbero in tutte le guide turistiche della zona, ma gli dedicherebbero una guida turistica e, d’inverno, sul campo incolto metterebbero dei girasoli di plastica.
Tutte le volte che uno passa di lì gli viene la voglia di scattare delle foto, anche se uno non ha la macchina fotografica. Un giorno un francese passerà di lì e metterà un bancarella di macchine fotografiche monouso.
Io viaggio costantemente con la macchina fotografica e, l’ultima volta che sono passato di lì, ho scattato delle foto, questa è una.

Le foto di girasoli si assomigliano tutte.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

venerdì, giugno 27, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, giugno 18, 2003





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, giugno 11, 2003






 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, maggio 27, 2003


10 anni dopo
E’ la sede dei Georgofili oggi, restaurata.
Accanto alla porta principale c’è una lapide:

IL TRAMONTO DI NADIA NENCIONI
IL TRAMONTO
IL POMERIGGIO SE NE VA
IL TRAMONTO SI AVVICINA,
UN MOMENTO STUPENDO
IL SOLE STA ANDANDO VIA (A LETTO).
E’ GIÀ SERA. TUTTO È FINITO.

TUTTO VOLLE QUI FINITO
UNA BOMBA ASSASSINA
PER LA PICCOLA POETESSA
PER LA SORELLA CATERINA APPENA NATA
PER I GENITORI FABRIZIO E ANGELAMARIA
PER LO STUDENTE DARIO CAPOLICCHIO
LA NOTTE DEL 27 MAGGIO 1993

VIVONO TUTTI
NEL CUORE DEI FIORENTINI
una testimonianza di quel giorno (post 5 febbraio)



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, maggio 20, 2003





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, aprile 27, 2003



Perché questa bandiera è ammainata?
1 sono le 6 del mattino e sta cominciando l’alzabandiera;
2 la stanno togliendo per sostituirla con quella con i colori nuovi;
3 è un’amministrazione con un basso livello patriottico.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, marzo 31, 2003







 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

sabato, marzo 22, 2003


come un po' dappertutto





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, marzo 10, 2003



Un fotoblog strano e per certi aspetti inutile, che non rende giustizia a quello che riescono a vedere gli occhi, infatti nessuna foto, per quanto fatta bene non potrà mai rendere giustizia a quei capolavori che sono i carri del carnevale di Viareggio. Una cura maniacale nei particolari, a cui la parzialità di una foto non renderà mai giustizia. Dei meccanismi semplici, ma capaci di meravigliare ogni volta
Qui ci sono altre foto.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, marzo 06, 2003



Ogni fotoblog che si rispetti deve avere la sua foto di stazione ferroviaria :-)



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, marzo 03, 2003





 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, febbraio 26, 2003



Finalmente mi sono riconciliato. Lì, sul Lungarno Aldo Moro per me ci doveva stare il teatro Tenda, quello con le strisce blu e rosse, dove ho visto il mio primo concerto, e tanti altri. E poi per come era posizionato, era la prima cosa che vedevo quando venivo a Firenze in auto o l’ultima che vedevo quando dovevo imboccare l’autostrada prima di tornare a casa.
L’abbattimento del Teatro Tenda mi aveva fatto male, e non mi aveva fatto stare meglio quello che era stato costruito per sostituirlo, che più di un teatro sembra la casa dell’omino della Michelin.
Ieri però ci ho visto un bel concerto. Non un concerto di buona musica, con dei bravi musicisti, ecc. Un concerto di quelli che quando è finito sei contento, ma non contento perché è finito, ma perché le sensazioni durante il concerto sono state di quelle belle che uno riesce quasi a ricordare. Insomma, ieri mi sentivo in armonia con l’universo, uno di quei momenti in cui tutto sembra procedere per il verso giusto. In effetti anche a Torino ieri sera le cose sono andate nel modo giusto.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

domenica, febbraio 16, 2003



Gli Sbandieratori dei borghi e sestieri di Firenze, sono un motivo d’orgoglio del popolo valdarnese. Anche se questo orgoglio si manifesta solo quandoi valdarnesi si allontanano almeno 50 chilometri da casa, all’interno di questo raggio invece ne parlano con indifferenza.
Io invece ho un rapporto non influenzato dalla distanza, ne parlo sempre nello stesso modo. Elogio la loro preparazione tecnica, li critico quando le loro esibizioni non sono state all’altezza, ma soprattutto censuro un gravissimo errore storico nei loro costumi. Non è accettabile, secondo me, ma anche secondo la tradizione che i musici, quelli che suonano la chiarina e i tamburi non siano dotati di cappello.
Non perdo occasione per ricordarglielo e ieri ho avuto un assist d’oro. Infatti alla mostra dei fratelli Alinari, di cui vi parlerò presto c’è una foto d’inizio secolo (1902) riguardante le celebrazioni del calcio storico, che allora si svolgeva in piazza Santa Maria Novella, ebbene in quella foto non solo i musici sono cappello dotati, ma anche gli stessi sbandieratori.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, febbraio 11, 2003



Avete visto matrimonio indiano? se non lo avete visto fatelo, ne vale la pena, ma intanto potete continuare a leggere, del film non vi svelo niente se non che ad un certo punto, la protagonista arriva in città. E in città la prima inquadratura è su un intreccio di fili. Mentre guardavo questo film, il commento di chi era con me è stato questo “questa è una foto che potresti fare te, anzi se vai lì sicuramente la fai” e risate.
Mi sto ancora chiedendo se dovevo prenderlo come un complimento.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, febbraio 06, 2003



Il cielo quando è blu, è un luogo con un bel colore. L'olivo è una bella pianta che dà frutti molto gustosi. Oggi questa giornata mi ha fatto venire una gran voglia di primavera



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, febbraio 04, 2003



Molte vicissitudini ha passato Piazza Anfiteatro di Lucca. L’anfiteatro, su due ordini con 54 arcate, fu costruito nel II° sec. dopo Cristo, e secondo la leggenda, fu luogo di martirio per i cristiani. Nel 522 quando i Bizantini erano alle porte della città molte arcate furono chiude a da anfiteatro diventò una fortezza. Nel medioevo invece una parte fu adibita a prigioni, una parte a orto. Quando cominciarono a costruire le case furono allontanati i galeotti, e le prigioni diventarono un magazzino di sale.
Nel 1840 la ristrutturazione definitiva che dava alla Piazza la forma a ellisse, con il nome che celebrava la prima destinazione. Negli ultimi anni però la piazza è stata protagonista di uno spot di Sorrisi e Canzoni tv, e da allora per molti è diventata la piazza di tv sorrisi e canzoni.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, febbraio 03, 2003



Era un anno esatto che non vedevo la Fiorentina dal vivo, l’ultima volta fu Fiorentina Milan, ieri l’avversario si chiamava Castelnuovo Garfagnana.
Se mi fossi limitato ad ascoltare e a non guardare troppo verso il campo però, non avrei avuto la sensazione di essere in C2, il tifo viola è come sempre allegro, ironico, incessante e vivo: da seria A, come pochi altri.
Se butto gli occhi oltre la rete però la realtà cambia, e non poco. E visto che lo stadio di Lucca è un piccolo gioiellino con una visuale che in Italia ha pochi uguali ho visto la realtà cambiare. Peccato che la recente ristrutturazione abbia previsto la costruzione della fossa dei coccodrilli come misura antiinvasione, che secondo me, e le statistiche, è molto pericolosa. L’ottima visuale infatti mi ha consentito di vedere un spettacolo poco esaltante. Dei garfagnini sapevo poco, oltre al fatto che il loro dialetto tende ad eliminare gli articoli come nel latino, da ieri so che il loro calcio prevede molti calci, a prescindere da quello che viene colpito. Ma la tecnica, a parte qualche eccezione, non abbonda neanche nei piedi dei giocatori viola. Quando la tecnica manca ai calciatori rimangono due sole opzioni: correre forte, che nel calcio moderno è il bene complementare alla tecnica, o picchiare. Dal momento che i 7/11 della formazione viola mi sono parsi anche lenti, traete voi le conclusioni. Può darsi che sia stata solo una giornata storta, può capitare qualche volta, i nuovi innesti non ancora ambientati, un po’ di calo fisico, ci sono mille attenuanti. Fra queste, ieri, una si chiama terna. Anche in questo caso, il tempo non sembra passato.
Comunque sia la C è da superare velocemente, anche perché è ancora troppo forte il ricordo di Rui Costa, per poter accettare ancora a lungo questo (non)spettacolo. Firenze ha accettato la C con dignità e coraggio, per pagare colpe altrui, però il percorso deve essere breve.



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, gennaio 30, 2003



Non so se la leggenda dei giorni della merla sia conosciuta in tutta Italia oppure è una favola locale, comunque sia, ecco come la conosco io.
Molto, molto, ma proprio molto tempo fa, gennaio aveva 28 giorni e i merli erano bianchi. Oltre che bianchi, i merli erano anche strafottenti, visto che una merla al signor gennaio si rivolgeva così “caro gennaio, ti vanti di essere freddissimo, ma a me mi fai un baffo, guardami, svolazzo in cielo come fosse primavera”. Siccome la merla diceva queste cose il 28 gennaio, si può dire senza ombra di dubbio che fosse anche bastarda dentro, perché per il giorno che aveva scelto per la provocazione era l’ultimo giorno del mese, in questo modo gennaio non aveva tempo di reagire.
A impedire la caduta in depressione di gennaio, complicata dal fatto che all’epoca non c’erano gli analisti, ci pensò febbraio che vedendo gennaio tutto mogio gli chiese.
“oh, gennaio, icchè tu hai?” (febbraio evidentemente parla toscano), gennaio gli spiegò la faccenda e febbraio rispose “dicchè tu ti preoccupi, ti presto 3 giorni io, poi tu me li rendi”
E quindi dopo il 28 gennaio, invece del 1 febbraio, venne il 29 gennaio, ci fu un sacco di casino con i calendari, però non c’era nulla da fare. Gli unici che non si arrabbiarono furono quelli che avevano il calendario di Elisabetta Canalis, quella di allora, così potevano tenere 3 giorni in più la foto di gennaio, che è sempre una delle migliori, visto che fa anche da copertina.
E nulla da fare ci fu contro il freddo di quel giorno e dei due successivi. Un freddo da bubbolare. Tutti si difesero come poterono, la merla, che aveva abbassato la cresta trovò la sua miglior difesa in un camino, dove si rintanò sia per ripararsi dal freddo, sia per sfuggire alle grasse risate di gennaio. E da lì non uscì finchè non arrivò febbraio.
Al momento di uscire però era diventata tutta nera.Questo è il motivo per cui tutti i merli sono neri.
Certo la storia lascia aperti due interrogativi
Come sia possibile che da una merla nera e tutti gli altri bianchi, i merli siano diventati tutti neri? questo però accettiamolo, non è la prima volta che una razza si riproduce secondo logiche apparentemente improbabili, e noi uomini sotto questo aspetto siamo gli ultimi a poter parlare.
Il secondo è questo, ma febbraio i suoi 3 giorni perché non se li è mai ripresi?



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

mercoledì, gennaio 29, 2003



Capita che qualcosa non sia come appare o come ci aspettiamo che sia, non è un problema solo di linee, profondità e dimensioni, ma anche di forme, ombre e colori.
L’arte dell’illusione consiste nel creare qualcosa di vero dandogli un essenza nuova, che ci disorienta e inganna.
Esiste il falso?



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

martedì, gennaio 28, 2003



Questa foto a me piace tantissimo, e nasce da un colpo di fortuna. Quel giorno infatti ero a Firenze e mi divertivo a fotografarla con la macchina tradizionale, con pelllicole in BN, non sapevo ancora del guasto che bloccava la tendina 4 volte su 5. Ovviamente gli scatti fatti alla galleria sono andati persi, però l’idea è stata salvata da un estemporaneo scatto con la digitale. Certo considerato che il soggetto è sempre lì, la possibilità di fare lo scatto in BN rimane, ma intanto vorrei capire cosa ne pensano gli altri.
Il giudizio che mi hanno dato fino ad ora infatti mi lascia perplesso. Chi l’ha vista stampata, e senza compressioni di sorta, ha detto “mi piace, ma non so perché”, che a me questo gran complimento non è sembrato. Io so perché mi piace il gelato al pistacchio, so perché mi è piaciuto “sognando Bekham” e anche “il minotauro” di Tammuz. Se una cosa ti piace devi saper dire il perché, oppure no?



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

lunedì, gennaio 27, 2003



Se avessi un’idea di come si fa a questo post metterei uno sfondo diverso. Ogni tanto voglio mettere una foto vecchia, una di quelle che ti ricompare all’improvviso, e all’imporovviso ti tornano in mente tante cose, tanti pensieri, immagini e sensazioni che solo una foto ti può dare.
Dal momento che non so cambiare sfondo, accontetatevi di questo: photoblog spazio Amarcord.
Questa foto ha 22 anni circa, il calciatore si chiama Dino Pagliari ed ha appena concluso la sua partita. E gli altri? gli altri stanno giocando ancora, e ne avranno ancora per molto, per 89 minuti. Non basteranno però alle due squadre in campo per segnare. Era un Fiorentina-Torino uno dei tanti pareggi che ho visto (e quando non sono stati pareggi, sono state sconfitte. L’ultima vittoria granata a Firenze risale al 1977 ed io ho cominciato l’anno dopo ad andare allo stadio).
Dino Pagliari è uno dei tanti simboli del calcio che non c’è più. Quando giocava non aveva il fisico da marines (né credo l’abbia messo su ora), però aveva capelli lunghi e barba. Per Firenze si muoveva in bici, e in bici andava anche all’allenamento. Non era proprio tecnicissimo, ma in campo metteva tutto quello che aveva, per questo i fiorentini, che fino ad allora avevano occhi solo per Antognoni, si affezionarono a lui creando l’inno “lode a te Dino Pagliari”, che poi sarebbe stato utilizzato per il primo straniero dopo la riapertura del 1980, Daniel Bertoni, uno che in campo non dava tutto, c’era anche chi diceva che dopo la partita qualche volta non si facesse neanche la doccia, ma non perché era una persona dall’igiene discutubile, perché non ne aveva bisogno di farsi la doccia.
In questa foto poi si vedono tante cose che non ci sono più, la pista d’atletica, e lo stesso campo da gioco, oggi non è più nello stesso posto, è qualche metro sopra, quello che basta per rovinare la prospettiva ai curvaioli. E’ il tributo pagato da Firenze a Italia ’90. Nella foto si vede infine la base della Torre di Maratona. Quella torre, che quando andavo le prime volte allo stadio, pensavo ci stessero dentro i cronisti di tutto il calcio minuto per minuto. Quando ho scoperto che non erano lì per un attimo pensai “ma allora è inutile”, poi ci ripensai e dissi, “allora è ancora più bella.”



 


Inviato da Franco Bellacci
<
 

giovedì, gennaio 23, 2003


Questo è il risultato di quello che racconto qui